martedì, 25 dicembre 2007

Fa tutto il vento

Così mi hanno detto quando mi sono messo alla guida, esitante, serrando bene le fibbie della tuta da volo e chiudendo con cura le cerniere, fino all’ultimo dente. Mi affido a questo compagno invisibile, che è ovunque e in nessun luogo, che si alza e cessa con la stessa imprevedibilità della vita.  

Per millenni ha levigato le montagne, estraendo sabbia che ha attraversato i mari per coprire di un velo sottile terre lontanissime. Ieri ha portato dei semi, oggi una piuma e il verso di un uccello; domani, forse, un pensiero levigato. 

Passa all’alba sulla terra insanguinata, sulle case annerite, sui corpi riversi. Solleva, spazza, porta via. Con l’odore del sangue, con il fumo, con il sentore di morte, porta via anche il dolore. Il cielo terso si accende della luce del giorno nuovo.

Adesso che è arrivato, abbiamo spiegato tutte le vele; esausti, non siamo in grado di manovrare drizze e timone; ci affidiamo al soffio potente, alla sua casualità imperscrutabile, per tornare a casa.

Fa tutto, sì. Questo pensiero molesto, quell’ansia, quel corrucciamento, li porta via come fossero polvere. Una ruga sulla fronte resiste, si aggrappa alla pelle, si torce. Nulla da fare; strappata via, scompare nel piccolo vortice che si insinua sotto la porta; nessuno la vede più.

 

ArimaneBis, 12:35 | link | commenti (5)
Commenti
#1    26 Dicembre 2007 - 16:13
 
Sono arrivato fin qui grazie alla rete di Stefania (Squilibri).

"Robba forte" - direbbe un Gennariello romano - leggendo il tuo post. Nei blogs si scrivono molte parole, ma poche appartengono alla buona letteratura.

Festeggerò la scoperta segnalando questo post come post notevole nella rubrica IL SUGGERITORE del blog-rivista.
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#2    26 Dicembre 2007 - 17:14
 
Fulmini e saette sono sempre benvenuti, qui.
Grato dell'apprezzamento; e contento della segnalazione in un blog che vedo curato, articolato, diverso dai più, facilmente potabili.
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#3    02 Gennaio 2008 - 12:12
 
Arriva qui da noi, a cicli instabili, una polvere rossa, una sabbia che pare cannella.
Ci senti il deserto e altro ancora.
C'è che la Bassa è un imbuto e tutto finisce col rotolare qui, per strisciata di vento.
A confondere idee e contorni.

Che il vento sia il volto buono del global?

(un saluto)
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#4    02 Gennaio 2008 - 20:44
 
Bisognerà odorare la sabbia fine, la prossima volta che lo scirocco la farà arrivare. Cercare l'aroma della cannella. E del deserto, ovviamente.
Che ci sia un volto buono del global è un bel pensiero, per iniziare l'anno.
:)
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#5    09 Gennaio 2008 - 11:05
 
«È una sera di poesia...»

[..] Il “prologo” è stato questo: A memoria. Un piccolo omaggio tra amici. Poi la musica di Fabio Turchetti ha incontrato di nuovo la "poesia d'autore", quella di Mariella Mehr. Il nuovo progetto, ora, è un omaggio ad [..]
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