Le mani, sono le mani a parlare. Mani lunghe, bianche, quasi esangui; mani scure segnate da cicatrici, mani callose o trasparenti, tremanti o irrigidite, gelate, ruvide, carnose. Mani. Si intrecciano, si sfiorano, si prendono. Un contraltare alle parole - poche - dette piano. La lieve pressione di un dito, l'abbandono del palmo aperto, a rispondere; la stretta breve sul polso e lo sgusciare lento, quasi indolente - non una fuga, no - dell'intera mano. Avverbi detti con tremiti impercettibili, sobbalzi esclamativi delle falangi; le dita che a tratti si chiudono a interrogare o i pugni che si stringono in un verbo di rifiuto. Ma per lo più è un distendersi, un sovrapporsi pacato in pause e ristori, in racconti di silenzi.
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