Vizi
Il blogger peccatore si sveglia e si precipita al pc. Divora blog su blog, non smette finché non è costretto, li consuma; è gola, la sua. Ma non legge davvero, non apre le pagine: un'occhiata al feedreader, parole scarne, incolori come flash d'agenzia. Per risparmiare tempo, dice; per avarizia. Trova, però, qualcosa che lo incuriosisce, va a vedere. Per prima cosa guarda il contatore. Il blogger peccatore impallidisce, vedendo il doppio dei suoi contatti. Una crisi di invidia lo travolge. Allora scrive un commento acido all’ultimo post. L'altro risponde, piccato. Si offendono a vicenda, in preda all’ira; per futili motivi, come si dice. Soddisfatto, il blogger peccatore torna al suo blog. E’ tempo di aggiornare: aggiunge qualche foto sguaiata e una scritta glitterata, cambia la musica di fondo, con lussuria. Adesso un nuovo post, ancora una mirabolante avventura fra il tinello e l’ufficio e il bar di fronte. Superbamente convinto che centinaia di lettori penderanno dalle sue labbra. Seguendo un commento arriva su un blog che non conosce. Un blog antico, di anni. Il blogger peccatore trascura qualsiasi cosa stia prima del post del giorno. Sprofondato nella sua accidia, ignora i tag e salta tutti i link che l'altro aveva messo, per arricchire, completare, alludere, provocare. Un giorno, però, ne clicca uno; così, a caso. Gli va male, al blogger peccatore: è il link per l’inferno.
(Un divertissement suggerito da conversazioni virtuali. Il rosso, con vanità ormai consueta, segnala che si tratta del post n.300)
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