Fuga
L'allarme era scattato poco prima dell'alba: quando sono arrivato molti erano già fuori e sbuffavano vapore bianco, cominciando lentamente a innalzarsi. Uno era rimasto incastrato nel portellone dell'hangar e continuava a spingere, con movimenti decisi ma fluttuanti, quasi pigri. Quelli che si erano sollevati, immensi, si sfioravano, affollando il cielo sopra il campo. Se ne poteva vedere la pelle che si schiacciava al contatto, per poi tendersi di nuovo quando il beccheggio li allontanava. Nessuno aveva pensato a fermarli colpendoli con la batteria collocata a difesa della base, nessuno avrebbe osato distruggere quei grandi corpi solenni.
Il cedimento del portellone incastrato liberò il dirigibile ancora prigioniero e la folla di quelli in aria si diradò; in attesa che il ritardatario li raggiungesse in quota, si disposero lentamente in formazione, indifferenti e flemmatici. Se si eccettua il mormorio sommesso dei motori, la scena si svolgeva in silenzio, in contrasto con la mole delle grandi ombre che costellavano il cielo; così l'urlo del meccanico o soldato che, tentando di ancorare uno dei dirigibili in fuga, era rimasto appeso a una sagola, sembrò quasi un sacrilegio. Per di più inutile: lo avrebbero portato con loro, ovunque fossero diretti.
L'allarme era scattato poco prima dell'alba: quando sono arrivato molti erano già fuori e sbuffavano vapore bianco, cominciando lentamente a innalzarsi. Uno era rimasto incastrato nel portellone dell'hangar e continuava a spingere, con movimenti decisi ma fluttuanti, quasi pigri. Quelli che si erano sollevati, immensi, si sfioravano, affollando il cielo sopra il campo. Se ne poteva vedere la pelle che si schiacciava al contatto, per poi tendersi di nuovo quando il beccheggio li allontanava. Nessuno aveva pensato a fermarli colpendoli con la batteria collocata a difesa della base, nessuno avrebbe osato distruggere quei grandi corpi solenni.
Il cedimento del portellone incastrato liberò il dirigibile ancora prigioniero e la folla di quelli in aria si diradò; in attesa che il ritardatario li raggiungesse in quota, si disposero lentamente in formazione, indifferenti e flemmatici. Se si eccettua il mormorio sommesso dei motori, la scena si svolgeva in silenzio, in contrasto con la mole delle grandi ombre che costellavano il cielo; così l'urlo del meccanico o soldato che, tentando di ancorare uno dei dirigibili in fuga, era rimasto appeso a una sagola, sembrò quasi un sacrilegio. Per di più inutile: lo avrebbero portato con loro, ovunque fossero diretti.
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