giovedì, 03 luglio 2008
Ritardo

L'annuncio non provoca alcuna emozione fra la gente accalcata sui marciapiedi dei binari; sembra che tutti accettino con naturalezza un treno che viaggia con sei anni e tre giorni di ritardo. Sta scritto così sulla tabella luminosa, accanto al nome della remota città di provenienza. Infatti, è un locomotore dall'aspetto arcaico, ormai fuori produzione, che si affaccia alla curva prima della stazione; traina delle carrozze anch'esse antiquate, piene di graffi ripitturati, di ammacconi ribattuti; sono pulite, però, dignitose. I volti affacciati ai finestrini non hanno espressioni esaperate, ma sono velati da una stanchezza che neanche l'ansia dell'arrivo imminente riesce a cancellare. Tutti vestono abiti lisi, spiegazzati o stirati alla meglio, magari sedendovi sopra dopo averli accuratamente piegati; allegre magliette un po' sbiadite contrastano con visi che mostrano qualche ruga e sono incorniciati da qualche ciocca grigia. Alcuni si tengono per mano, coppie all'inizio casualmente assortite da numeri di posti contigui e divenute col tempo indissolubili. Alcuni dei viaggiatori saliti alla stazione di partenza non ci sono più: le pur rapide esequie, nella pianura ai bordi dei binari, sono state ulteriore motivo di ritardo, come le molte riparazioni, gli ammutinamenti, le rapine. In compenso, delle nuove vite - poche, in verità - sono nate sul treno, durante il viaggio. Apprensivi, i genitori si chiedono come vivranno quei figli che mai hanno conosciuto giorni senza il monotono sferragliare dei binari, senza lo spettacolo sempre cangiante del paesaggio visto dai finestrini.
ArimaneBis, 13:23 | link | commenti (7)
Commenti
#1    03 Luglio 2008 - 13:39
 
Chissà, fossi in loro non scenderei. Magari riparte. :)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente BibliotecadeBabel

#2    03 Luglio 2008 - 14:16
 
E' stata liberata Ingrid Betancourt. Dopo sei anni.
L'associazione dovuta anche alla intensità di questo post.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lemmaelabel

#3    04 Luglio 2008 - 10:10
 
mi sono trovato. ti ringrazio per il link ;-) *
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente caliyuga

#4    04 Luglio 2008 - 10:22
 
ricambiato.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente caliyuga

#5    05 Luglio 2008 - 19:16
 
*Biblio:
Potrebbe essere un'idea :)
Ma, se si sono messi in viaggio, un motivo per raggiungere quella meta l'avranno avuto e forse vale ancora.


*Lemma:
La casualità mi sorprende assai. Specie se penso che solitamente, se invento una cifra, scelgo un numero dispari. Da dove è venuto fuori quel "sei"?


*Caliyuga:
Grazie.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ArimaneBis

#6    07 Luglio 2008 - 00:32
 
Certo che sì. Ma resto perplessa (e poco incoraggiata) dalla naturalezza con cui viene accettato il ritardo da parte di coloro che si accalcano sui binari. Forse – ancor più – dalla mancanza di emozione.

Anche tu un motivo l'avrai avuto per sottolineare questo stato d'animo...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente BibliotecadeBabel

#7    07 Luglio 2008 - 02:11
 
*Biblio:
Ogni giorno accettiamo ritardi e inefficienze grandi e piccole. I mugugni sono solo privatissimi. Se non fosse così saremmo sulle barricate; a turno, magari, timbrando un cartellino. La ribellione sarebbe un fatto quotidiano.
Ci siamo abituati ad essere tolleranti con l'intollerabile, ad accettare l'inaccettabile.
Non è la prima volta, nella storia.

Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ArimaneBis

Commenti