Col capo cinto di bende
C. : Guarda questo qui: avevo filato la seta migliore, avevo scelto il colore più raro. E guarda!
L. : Forse è colpa mia: ho trascurato di guardare quanto si dipanava.
C. : No, stai serena. E' lui che ha voluto strisciare nel fango e nella pece; s'è macchiato. E' stato teso tanto a lungo da logorarsi. Ha voluto intrecciarsi troppo con altri. Adesso la tinta è sbiadita, è pieno di sfilacci, è imprigionato in un groviglio inestricabile.
L. : Ti confesso: è per questo che l'ho lasciato scorrere, che non l'ho più misurato. Pensavo che, distendendosi, sapesse sciogliersi. Vedo che è stato inutile, però.
C. : Poteva non esserlo, hai fatto bene. Ma adesso dimmi se per te è abbastanza.
L. : Non sono sicura. Ma sì! Credo non debba più allungarsi.
A. : Bene. Allora ditemi: taglio?
(Com'è consueto, il colore rosso segnala una tappa nella storia di questo blog. In questo caso si tratta dell'inizio del terzo anno di esistenza).
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