Fiat lux
Quando il sole rimase fisso sopra l'orizzonte e le notti scomparvero dall'intero emisfero, non tutti compresero cosa avevamo perduto. All'inizio, molti si illusero di essere fra i fortunati che non erano sprofondati nella notte perenne, compiangendo la metà del mondo che moriva, privato della luce e del calore. Bastarono però pochi mesi perché si toccassero con mano le proporzioni della tragedia che l'incomprensibile capriccio del cosmo aveva innescato. Non parlerò delle malattie che colpirono gli uomini privati del ristoro del buio, né delle guerre che opposero i milioni di migranti delle zone notturne agli eserciti schierati a difesa della parte illuminata. Tanto è stato scritto e detto, su questo; il nuovo equilibrio del mondo, costato dolore e sangue e pena, è ormai raggiunto da molti anni.
No, parlo invece della condanna a rinunciare al tempo in cui il tempo sembra non esserci, a percorrere ore che sembrano infinite, a luoghi usuali trasformati in mondi magici, alla pace degli occhi, alla vacanza dalla luce, al luogo dove finalmente le regole zoppicano, al regno del possibile. Sempre svelato e definito dalla luce, il mondo sembra non avere più segreto alcuno; spettri, lemuri e vampiri sono svaniti - è vero - insieme alla paura, ma i contorni netti e i dettagli distinti delle cose dicono meno di quanto non dicessero angoli bui e mobili e oggetti e muri ridotti a ombre scure.
E poi, insieme alle notti, abbiamo perduto il silenzio.
Quando il sole rimase fisso sopra l'orizzonte e le notti scomparvero dall'intero emisfero, non tutti compresero cosa avevamo perduto. All'inizio, molti si illusero di essere fra i fortunati che non erano sprofondati nella notte perenne, compiangendo la metà del mondo che moriva, privato della luce e del calore. Bastarono però pochi mesi perché si toccassero con mano le proporzioni della tragedia che l'incomprensibile capriccio del cosmo aveva innescato. Non parlerò delle malattie che colpirono gli uomini privati del ristoro del buio, né delle guerre che opposero i milioni di migranti delle zone notturne agli eserciti schierati a difesa della parte illuminata. Tanto è stato scritto e detto, su questo; il nuovo equilibrio del mondo, costato dolore e sangue e pena, è ormai raggiunto da molti anni.
No, parlo invece della condanna a rinunciare al tempo in cui il tempo sembra non esserci, a percorrere ore che sembrano infinite, a luoghi usuali trasformati in mondi magici, alla pace degli occhi, alla vacanza dalla luce, al luogo dove finalmente le regole zoppicano, al regno del possibile. Sempre svelato e definito dalla luce, il mondo sembra non avere più segreto alcuno; spettri, lemuri e vampiri sono svaniti - è vero - insieme alla paura, ma i contorni netti e i dettagli distinti delle cose dicono meno di quanto non dicessero angoli bui e mobili e oggetti e muri ridotti a ombre scure.
E poi, insieme alle notti, abbiamo perduto il silenzio.
![blognuvolebanner[1]](http://farm4.static.flickr.com/3021/2774575296_e5f3e778be_t.jpg)





