Tyche
A farne maggiormente le spese sono stati gli esperti di smorfia e gli statistici, perdendo progressivamente credibilità. Ma in realtà qualsiasi ermeneutica e qualsiasi capacità di prevedere sono entrate in crisi irrimediabile con il persistere del ritardo dei numeri. Il cambiamento nella mentalità indotto da trentasette anni di interpretazioni incongrue, di modelli probabilistici fallimentari è stato sottile, anche se molto meno evidente del complessivo riorientamento dell'economia, condizionata e stravolta dal crescente drenaggio di risorse da parte del Gioco. L'euforia speranzosa dei primi tempi, quando le molte settimane di ritardo nell'estrazione di quei numeri aveva convinto anche i più indifferenti a tentare l'azzardo di una combinazione, si è lentamente trasformata in una routine di investimenti quotidiani, sempre più consistenti, che ha richiesto lo sviluppo di un complesso sistema di mutui, anticipazioni, compensazioni, e ha portato con sé l'inevitabile meccanismo speculativo che ha redistributo enormi fortune, affondando imprese solide e facendo nascere dal nulla piccoli e grandi imperi finanziari, tutti egualmente effimeri.
L'incredulità degli esperti si è trasformata dopo appena un paio d'anni in rassegnazione e abbandono di ogni sperimentazione di simulatori e strumenti di analisi. Sul fronte della divinazione, benché maghi e veggenti di ogni specie abbiano continuato più a lungo ad essere ascoltati, si è diffusa la convinzione che i segni sparsi nel mondo e quelli più impalpabili dei sogni avessero smesso di parlare agli uomini, tornando ad essere il linguaggio dei soli Dei.
L'attrazione esercitata dalle enormi aspettative di guadagno rappresentate dal monte premi che si incrementava senza sosta ha convogliato verso il paese della lotteria risorse crescenti da ogni parte del mondo, così che un fenomeno all'inizio circoscritto è divenuto il perno dell'economia globale.
I tentativi di governare questi meccanismi, di tamponarne gli effetti devastanti, di bloccare l'irrazionale squilibrio indotto dall'incredibile ritardo della combinazione vincente si sono scontrati con aspettative così potenti da rendere impossibile per qualsiasi governo affrontare la crisi che la sospensione o la revisione del Gioco avrebbe provocato. C'era stato chi, in altri paesi, aveva ipotizzato un intervento armato che sostituisse il governo del paese della lotteria e imponesse l'uscita dal circolo vizioso che minacciava di cambiare il mondo. Ma le ovvie resistenze ed esitazioni hanno fatto superare il punto di non ritorno, al di là del quale potentissimi interessi si sono coagulati attorno al Gioco, rendendolo una variabile fondamentale e non più una patologia del sistema.
Oggi il mondo è irriconoscibile per chi lo abitava prima del consolidarsi del decennale ritardo dei numeri. Da molto tempo, alla vigilia di ogni estrazione - una procedura che ha assunto ormai un carattere sacrale e adottato un rituale esoterico - il mondo sta in attesa spasmodica di un Vincitore, che acquisirebbe in un istante la potenza economica di una nazione intera e soprattutto il carisma di chi appare designato dal Destino.
Ma tutto ciò appare in fondo secondario. E' ad altro che da qualche tempo chi ha a cuore le sorti del mondo sta rivolgendo la propria attenzione.
Benché sia ancora troppo presto per confezionare teorie coerenti sul cambiamento profondo delle mentalità collettive, è evidente che secoli di pensiero basati sulla fiducia nella prevedibilità della realtà ha lasciato il posto alla ferrea convinzione dell'universalità pervasiva delle leggi del caso. Paradossalmente, ciò non ha significato soltanto il prevalere del fatalismo e della rassegnazione; si sono invece fatti strada una leggerezza e un senso di liberazione dei vincoli della causalità, della consequenzialità inevitabile degli eventi, che sta aprendo nuove prospettive. Un tempo avremmo giudicato caotico, irrazionale, contraddittorio, sterile questo genere di atteggiamento, ma oggi cominciamo a intravvederne la ricchezza, la forza propulsiva, la feconda e allegra spensieratezza, la capacità di liberare da miserrime cautele e da umilianti rinunce a volare con la mente.
A questo un gruppo ancora ristretto ha iniziato a lavorare. Ad assecondare la libertà che si avverte nella palese violazione di presunte leggi universali cui stiamo assistendo, come pure nel fallimento della convinzione di dovere operare uno sforzo costante per trovare la spiegazione di ogni cosa.
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