lunedì, 10 dicembre 2007

Ah, sei tu.
Oh, finalmente! Non rispondevi mai.
Scusa, ma sono occupato.
Solo un istante.
Va bene; dimmi, ma rapidamente.
Non so a chi chiedere. Ho qui un libro.
E allora?
Non ne abbiamo parlato, a suo tempo, di libri.
Non ricordo. Non sarà capitato, forse.
Ma ne trovo a ogni passo! Devo saperne qualcosa.
C'è poco da sapere: c'è scritto tutto dentro. Leggi.
No, non mi hai capito. Vorrei capirne l'uso, non il contenuto.
E' dei più vari, non si può generalizzare.
Ma ci sarà pure un senso che valga per tutti!
Beh, si impara, ci si diverte, ci si emoziona, ci si annoia.
Tu ne leggi? Dimmi cosa ne fai tu.
Alcuni li uso per reggere i tavoli zoppi.
E gli altri?
Beh, se c'è vita, vera o inventata, vale la pena.
Vita, ho capito. Qualche indizio per riconoscerla?
La temperatura delle parole. Calde o fredde vanno bene; scarta i libri tiepidi.
Sempre vago, eh? Spiegati meglio.
Ti ho già detto abbastanza, mi pare. Adesso devo andare.

(sotto il titolo didattica, gli altri dialoghetti fra i due)

 

ArimaneBis, 20:47 | link | commenti (11)
sabato, 27 ottobre 2007

Di nuovo qui? Che piacere!
Eh, per me è lavoro. Ma mi rallegro lo stesso di rivederti.
Come mai sei tornato? Dimmi.
Per mostrarti questa.
Da dove arriva?
L'ho tenuta sempre in tasca, ma me ne sono dimenticato.
Cos'è? Ha un colore cangiante.
Si chiama menzogna.
Ne ho sentito parlare spesso; pare sia una cosa utilissima.
Sì. Diciamo che fa parte dell'attrezzatura di base.
Addirittura!
Già. E' stato un grave errore dimenticarmene.
Fa nulla; dimmi adesso.
Ecco, serve a proteggersi e a proteggere, essenzialmente.
Non ha una buona fama.
Decisamente no.
Come mai?
Spesso si tratta di calunnie. E del fatto che ha un prezzo elevato.
Come si usa?
E' complicato: ha molte forme, alcune pericolose, altre delicatissime.
Mi pare di avere sentito che può fare danni pesanti.
Dipende da chi la usa e in che modo, come sempre.
L'adoperano tutti?
C'è chi dice di odiarla, ostenta disprezzo.
E se ne astiene?
In realtà no: inconsapevolmente, tutti sono costretti a usarla.
Ma c'è un manuale, delle istruzioni?
Desolato, no.
E allora? Come faccio a imparare a non farne cattivo uso?
Il mio compito è solo di informarti e di affidartela. Poi fai tu.
Va bene. La metto in borsa; la studierò stasera. Grazie.
Dovere.
Beh, allora arrivederci.
Aspetta, ancora qualcosa.
Sì?
C'è chi ha gravi allergie, basta che la veda e sta male.
La terrò ben nascosta, allora. E se la utilizzo la camufferò con cura.
Vedo che sei sveglio. Peccato che adesso debba andare davvero.

(sotto il titolo didattica, gli altri dialoghetti fra i due)

ArimaneBis, 20:13 | link | commenti (3)
mercoledì, 03 ottobre 2007

(sotto il titolo didattica, gli altri dialoghetti fra i due)

Con questo, abbiamo finito.
Finito? Ma che dici? Non so quasi nulla, ancora.
Sai quello che serve.
Non ci siamo quasi mossi da qui. Possibile che sia tutto?
E' quanto basta. Il resto lo impari con quello che sai.
Come i numeri, dici? Bastano pochi, gli altri ne derivano, no?
Più o meno. Vedo che hai capito l'essenziale.
Ma ci metterò una vita, per tutto il resto. Passerò anni a combinare e incrociare.
Magari, bastasse.
Dunque, da adesso resto solo. E tu che farai?
Sono fatti miei.

ArimaneBis, 16:10 | link | commenti (6)
martedì, 02 ottobre 2007

(sotto il titolo didattica, altri dialoghetti fra i due)

E questo? Cos'è?
Non ne ho idea.
Ma come? Sai sempre tutto, tu.
No. Ci sono spesso cose nuove.
Capito. Allora diamogli un nome; adesso.
Non è così semplice.
A me sembra di sì. Lo inventiamo e basta.
Un nome non è nulla; va capito, piuttosto.
Quante storie! Ci sarà pure qualcuno che ci possa dire!
Non è uso, chiedere. E poi, come fai a fidarti?
Io mi sono fidato, finora.
Forse hai fatto male.

ArimaneBis, 01:35 | link | commenti (4)
mercoledì, 26 settembre 2007

Lì; c'è un uomo.
E allora?
Te lo mostravo.
Conosco gli uomini.
Ah, sì? Sei sicuro?
Certo! Sono i miei simili...
Simili, appunto. Non uguali.
No, uguali no; d'accordo. Cosa me ne dici?
Il discorso è lungo, temo.
Beh, se è utile...
Sì, qualcosa serve sapere. Direi che è necessario.
Sentiamo, allora.
Non adesso: è andato via.
Ma cosa cambia? Dimmi lo stesso.
No. Se non lo vedi non capisci. E' difficile spiegare in astratto certe cose.
Ad esempio?
Ho detto: certe cose; ma in realtà è quasi tutto difficile da spiegare.
Capito. Ne farò a meno.
Finché puoi, sì.

 

(sotto il titolo didattica, altri dialoghetti fra i due)

ArimaneBis, 11:49 | link | commenti (9)
domenica, 23 settembre 2007

Telefono.
Parola antica, sembra.
Sì, ricalcata su parole antiche. Ma l'oggetto è moderno.
Ho sentito dire che avvicina la gente.
O la allontana.
Mai che qualcosa sia semplice! Puoi spiegarmi?
Collega delle voci lontane.
Questo l'ho capito, lo dice la parola. Ma perché allontana, anche?
Tiene a distanza chi non vuoi vedere ma non puoi non sentire.
Tre negazioni in una frase: è davvero complicato, allora.
Non in sè. Pulsanti, luci, numeri: tutto qui.
Usarlo, dicevo; giocare a lontano e vicino.
Anche quello è abbastanza istintivo. Lo fanno tutti, senza che nessuno gli insegni.
Suona, adesso. Ci parlo dentro?
Non adesso: stai già parlando con me. Richiameranno.
Perché tutti lo portano in mano, o alla cintura?
Per sentirsi in compagnia. Potenziale.
Ne hai uno? Posso chiamarti quando non ci sei?
Non rispondo mai. Sono sempre impegnato o dormo.
Non ti serve a nulla, allora.
A volte chiamo io. Se è necessario.
Lo butto via: non mi serve, se tu non mi rispondi.
In quel cestino, allora. Va tenuto pulito, qui.

 

(sotto il titolo didattica, altri dialoghetti fra i due)

 

ArimaneBis, 11:00 | link | commenti (8)
sabato, 08 settembre 2007

Ecco, una porta.
A cosa serve?
Consente di entrare.
Sì, vedo, ma dove?
Non importa dove; entrare, in genere. Si spinge e si entra.
Basta spingere?
A volte serve una chiave. Si infila in quel foro, si gira.
Posso provare?
Con cautela. Non si sa mai cosa c'è dietro.
Ma è vuoto, qui.
Fa nulla, è la porta che ci interessa, oggi.
Non c'è motivo di stare qui, esco. Funziona anche al contrario?
Dipende.

(sotto il titolo didattica, altri dialoghetti fra i due)

 

ArimaneBis, 12:19 | link | commenti (8)
mercoledì, 22 agosto 2007

Questo è un sentimento.
Ha le squame; si tratta di un pesce?
No, no; questo è così, ma ce n'è di molti tipi, spinosi, azzurri, coriacei, spugnosi...
E' pericoloso? Posso toccarlo?
Possono esserlo, ma solo se portati addosso a lungo.
Oh, ma è caldo.
In genere lo sono. I più richiesti sono quelli roventi.
Ne trovo facilmente in giro? Sembra piacevole tenerne.
Sì, sono molto comuni.
Infatti: ne vedo altri, lì. Ne prendo uno.
Lascia andare: ne fabbricano anche di falsi. Quelli sono sospetti.
Ma hanno bei colori, esaltanti. Ne prendo uno, davvero.
A tuo rischio.

(sotto il titolo didattica, altri dialoghetti fra i due)

 

ArimaneBis, 14:50 | link | commenti (7)
martedì, 21 agosto 2007

Quella è una medusa.
Cosa fanno le meduse?
Nulla; vivono.
Intendo: all’uomo.
Ah, urticano. Ma sono bellissime.
A che serve, se non posso prenderle in mano?
Non serve prenderle in mano, basta guardarle.
Ma io voglio sentire il peso, la consistenza, manipolarle.
Se le tocchi solo col palmo non ti urticano; prova, se ci tieni tanto. Ma sta’ attento.
Ecco, sì.. oddio! Mi ha toccato il dorso della mano con un filamento.
L’hai lanciata sullo scoglio. Si è sfracellata.
Certo! Che ne facevo? Mi ha urticato!
Una vendetta?
Non so. No, è per evitare che tocchi altri.
Ah, altruismo? Solidarietà di specie?
Ma che ne so! Pensa ad aiutarmi, piuttosto. Brucia molto.
E’ una medusa arancio. Una specie mortale.
Me lo dici ora?
Ti avevo detto il necessario. Addio.

(questo dialoghetto ha un titolo implicito che lo collega  ad altri, che eventualmente seguiranno. Si potranno leggere in successione - inversa, ovviamente - attraverso il tag "didattica", che figura pure come titolo fra quelli dei racconti compiuti, "denunciati" nella colonna di sinistra come trasgressioni dell'ispirazione originaria di questo weblog) 

 

ArimaneBis, 12:27 | link | commenti (5)